sabato 27 giugno 2015

L' energia azzurra della vita




Ricercare seriamente non è affatto facile, ricerca significa più che trovare, connettere, riallineare ciò che si è trovato sia nell'esperienza esterna, che in quella interiore o vissuta.

La connessione è uno degli attributi più evidenti che possiamo riscontrare nell'universo, non vi è elemento, che in qualche modo, non sia allineato  a ciò che conosciamo ed a ciò che ancora non è conosciuto, per motivi di invisibilità o di singolarità.

Leggiamo insieme questo articolo: fotografata l'onda azzurra della morte, nell'articolo viene specificato: la morte appare come una onda azzurra, che raggiunge tutte le cellule dell'organismo.....
Ora invece ribaltiamo il concetto, quella energia non classificabile, contenuta in ogni cellula e organismo vivente, "la vita", si distacca da ciò che non può più contenerla.

Più di dieci anni fa,  come già ho raccontato in altri articoli, una notte, sognai di essere su una astronave, e mi ricordo perfettamente di una luce azzurra che scaturiva da una fonte, e un'essere altissimo e bellissimo mi diceva che quella era  " la luce azzurra, l'energia della vita".

Tutto sommato il fatto che sia azzurra, o bianca, non fa molta differenza, dal momento che la scienza almeno per ora, ha dimostrato che proprio come le lampadine, siamo attraversati da una energia, e che quando biologicamente non saremo più idonei, essa se ne andrà...per i fatti suoi...

Apparentemente questa conoscenza, non può certo, rallegrarci, specialmente se siamo nettamente identificati con il corpo, però, niente affatto materiale come pensiamo.

A differenza del verme, è chiaro che di questa energia azzurra, ne conteniamo molta di più, ma il processo della morte per noi, pare non sia molto differente.

Invece non dobbiamo mai giungere alla conclusione, quella energia azzurra, che ci pervade cosa è veramente? E' indubbiamente intelligente, ma per manifestarsi qui, ha necessità di una entità biologica, che senza di lei resterebbe inerte. Possiamo dunque tranquillamente sostenere che l'uomo e non solo, rappresenti una simbiosi, tra un elemento imperituro ed un altro a scadenza?

E' dunque possibile trasferire la nostra memoria a quell'elemento imperituro? 
Ora leggiamo insieme un altro articolo scritto qualche tempo fa,  DNA fantasma e possibile sopravvivenza, piuttosto interessante il comportamento del DNA, tuttavia, non dovrebbe meravigliarci,  il codice genetico cosa è se non un insieme di informazioni?  Pensate davvero che l'universo non sia dotato di processi che garantiscano ogni tipo di informazione?

Al di là dei consueti misticismi, o desiderio di immortalità, vi è una organizzazione perfetta, che noi non conosciamo ancora, indubbiamente manca spesso quella profonda interazione, che ci consenta anche solo intuitivamente di comprendere che "quel nulla si crea e nulla si distrugge" è un concetto reale, è ovvio che seguendo solo ciò che ha una fine, la nostra mente non è sufficientemente allenata ad entrare in questa "straordinaria alchimia"

Dimostrare a parole e con i nostri concetti umani, tutto ciò, è molto difficile, ma non impossibile, se riusciamo ad allargare i confini ...

In questo abbiamo una scienza bambina, una grande alleata, la fisica quantistica, che non si lascia abbattere o smontare dagli ostacoli della nostra mente.

Forse dipende anche dalla nostra capacità di voler allargare i nostri stessi confini, dalla nostra disponibilità a far emergere quel quid, che non si nutre di certezze momentanee, che sa che ogni passo, ogni osservazione, ogni sforzo, è un avvicinamento alla verità.....


12 commenti:

  1. Sì Daniela,anche io sono abbastanza convinto che questa energia azzurra citata nell'articolo possa essere benissimo l'energia della vita e quindi in maniera più specifica la nostra anima che al momento del nostro distacco dalla materia abbandona finalmente il nostro corpo e inizia come sosteneva il meraviglioso Platone il suo viaggio verso le stelle.L'anima è legata al corpo e il corpo è legato all'anima,non può esserci un anima senza un corpo,nè il corpo può fare esperienza nel mondo senza l'anima.Cartesio.Buona domenica a te e a tutti coloro che ti vogliono bene.Emilio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Emilio, buona Domenica anche a te.

      Elimina
  2. Eqque qua, miei cari amici vicini e lontani...a parlare per la prima volta di mystery...
    Spesso sulla millenaria disputa dell'esistenza dell'anima cala un silenzio di...tomba scientifico, soprattutto per i fenomeni medianici che s'intrecciano a mò di codice genetico...ma oltre alle tomb, si susseguono anche i raider...

    La "dottrina dello spirito" è stata di molto rafforzata da grandi esperienze medianiche dei nostri tempi, alcune delle quali hanno anche avuto rigorosi controlli scientifici, ma è anche vero che il presente si avvale dei risultati avuti in passato. Il filo rosso della presenza dello spirito, benchè invisibile percorre la storia umana senza interruzione, malgrado gli apparenti affossamenti dovuti al variare delle vicende umane e alla loro estrema relatività.

    Riprendo approvando il tuo passaggio, Angielina :"la vita si distacca da ciò che non può contenerla", Particolari ed emergenti fenomeni con i quali la scienza medica è costretta a fare i conti (come nel caso delle esperienze ESP vissute da pazienti clinicamente "morti") lasciano supporre che il nostro "IO" sia costituito da un "quid" di energie non necessariamente legate al cervello e quindi sopravvivibile alla morte.

    L'energia dell'anima è azzurra? Chissà chi lo sa...certo è che foto vere o presunte che la immortalano sono state divulgate a...iosa. So per certo che Hippolyte Baraduc, già ai primi del novecento ebbe modo di studiare queste immagini fotografiche. Il teologismo applicato a queste "prove" le priva però di ogni riferimento logico,

    L'amico Cartesio con i suoi distinguo la sapeva lunga, con lui questi argomenti divennero oltre che filosofici anche scientifici, distinguendo (pur influenzandosi reciprocamente) la res cogitans dalla res extensa. Graaande Cartens.

    Se ti poni dei dubbi amica di piume, rispondimi a queste domande : l'essere umano ha una sua personalità, questa personalità la ritieni del tutto materiale? L'uomo si sente completamente materia? Esiste una differenza? E se si, perchè esiste? Se gli apparati, gli organi, il cuore, le vene, il sangue generano il complesso fenomeno biologico, elettrobiologico della vita, perchè soltanto un organo, il cervello, dovrebbe essere deputato ad un'attività totalmente diversa da quella degli altri organi?

    Insisto (ormai sono in vena...), il cervello ha indubbiamente un'attività preponderante nella vita umana e intellettiva, ma tutto questo è sufficiente per spiegare l'esistenza dell'"IO" profondo. Di quella personalità che non è di natura biologica e che vive dentro di noi? O per meglio dire di quella individualità che vive dentro di noi? Perchè indubbiamente personalità e individualità non sono la stessa cosa. Se per la prima è più che accettabile una sua derivazione di origine cerebrale, per la seconda il discorso inevitabilmente si complica.
    Un salutone
    Malles

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente non materiale, neppure il corpo ritengo materiale, e infatti non lo è.
      Ma i miei dubbi non vertono sul fatto che abbiamo una individualità, ma sulla sua libertà...e sul fatto che qui non abbiamo memoria di altro. che non sia questo pezzo di vita..
      Per quale motivo, le altre nostre esperienze dove sono nascoste? Come ripristinarle completamente?

      Caro amico di penne e di piume, sto scrivendo per chi non ha fede nella sua individualità, e sto cercando affannosamente la mia memoria che deve essere da qualche parte.

      Tu ricordi qualcosa di te? OLtre questa vita?

      Un salutone ricambiato...

      Elimina
  3. Similitudini e lunghezze d'onda, nonchè condivisioni, sono insufficienti e non sviluppano necessariamente gli stessi tempi di "partenze" e di "arrivi". Mi riferisco alle modalità e al tipo di ricerca, le tue e le mie, mia cara amica di piumaggio. Il tuo procedere poi, di persona, sul campo, in esperienze dirette, può essere condizionato dai tempi ristretti concessi da un lavoro d'impiegata, da tenersi comunque ben stretto, visti i tempi, per me i tempi liberi abbondano (la professione di barcarolo mi concede più di 25 ore dia, ...scherzo).

    La possibilità di tempo libero mi ha permesso di fare "pratica" sul campo, di fare parte di gruppi, di sperimentare tecniche respiratorie e meditative, di applicare tecniche come le mudra e il reiki, svariate tecniche di ginnastica (che consiglio a tutti ogni giorno, fa solo bene!!!), di corsa e di nuoto. La pigrizia a volte è il solo nemico.

    Alle due domande che poni alla fine della tua risposta, rispondo senza esitare: si! Convinzioni raggiunte e prove (del tutto personali) avute dopo solo un anno di respirazione rilassata e di meditazione, nonchè con l'aiuto della tecnica della fiamma di Cagliostro. Credo NON sia però giusto che continui a parlare di me, non solo per la sede, ma anche per la NON importanza che si può ricavare dalle mie parole, le quali a queste coordinate non apportano di fatto nessuna prova. Ma probabilmente avremo modo in futuro...

    Sulla libertà ti avevo già risposto (a mio modo, s'intende), e dovrei un pò ripetermi. Rientro solo per un attimo sulla considerazione (che condivido) che già nell'antica Grecia ponevano al problema della trasmigrazione dell'anima, sia Socrate che Pitagora, e pure Platone. Pitagora affermava pure di ricordare le precedenti incarnazioni, Socrate nel Fedone dichiarava di credere assolutamente alla possibilità di rinascere : "Penso che dalla morte sbocci di nuovo la vita", scriveva.
    Per Platone dovrei fare un trattato...faremo...faremo...
    Ciao mia cara amica
    Malles

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai colto nel segno, non ho molta libertà di azione, ma come ben dici, avere un lavoro oggi è diventato quasi un lusso, paradossale no? Dovrebbe essere un diritto sacrosanto per chiunque.

      Ma certo hai ragione quando dici che la pigrizia è un grande nemico, anche se a volte occorre anche riposare...

      Anni fa ho seguito qualche pratica, ora sono incasinata, ho una madre invalida, che non posso abbandonare la sera, ma la tecnica della fiamma di Cagliostro, mi ha alquanto incuriosita, mentre la meditazione con musica - è qualcosa a cui mi lascio andare...
      Ma non forzo, troppo, vi è qualcosa in noi che spontaneamente - porta a galla ciò che è il momento di sentire e di capire.

      A me interessa la tua esperienza - anche se so che ognuno ha il suo percorso-

      Ma una curiosità quale è il tuo lavoro? Che ti lascia tempo per te? Il barcarolo?

      Indubbiamente è vero ti sento profondamente amico, anche se le tue esperienze - sono assai più avanzate delle mie - sai bene che i miei viaggi astrali - sono solo in campo onirico -
      Mentre i tuoi sono avanzati...

      La morte è un passaggio necessario qui, ma dovrebbe essere meno penoso, in futuro non so quando, la morte tornerà ad essere - solo un viaggio - un vero viaggio - senza abbandoni di pezzi di noi, che saranno integrati completamente. Quei penosi funerali cesseranno di esistere - odio i funerali...occidentali.

      Ciao a te caro amico.



      Elimina
  4. Ciao a tutti, son Irene, leggo ora questo post ed i vari commenti. Un pensiero ricorrente nei tuoi scritti, cara Angie è il fatto di non ricordare e mi sovviene una domanda: (rivolta prima di tutto a me stessa) ma siam poi così sicuri di voler ricordare? Da quando mi pare, e sottolineo mi pare, di ricordare altri tempi ed altri luoghi son un poco incasinata: immagini continue che si alternano nel momento in cui chiudo gli occhi per dedicarmi alla meditazione. Il tarlo del dubbio si fa sentire, ovvio, ma forse esso serve per allonarci dalle responsabilità che i suddetti ricordi potrebbero implicare? Le mie son domande che pongo a me stessa e le propongo in questa sede, se posson servire, mah... siamo tutti alla ricerca di noi stessi. Porsi domande, come vado ripetendo, è un buon modo per rimanere vivi. Non ho studiato come voi, ma ho la prerogativa di ascoltare me stessa, soprattutto quando danzo, come la strega di Portobello, protagonista dell'omonimo romanzo di P. Coelho. Il primo ricordo, anche se non ne ero consapevole completamente, risale all'età di 18 anni e ne nacque un bel racconto di fantascienza, ispirata dalle letture di Asimov, anche se il mio stile e le tematiche eran del tutto diverse dalle sue. Quel racconto lo scrissi per ben 5 volte nell'arco di 20 anni, come se mancasse sempre qualcosa, finchè non lo presi in mano nel 2008 con allora mio compagno, dedito alla ricerca come me. Lui asserisce, ancora a tutt'oggi anche se non siamo insieme, che quanto descritto fu il nostro primo incontro di questo ciclo universale.
    Magari ha ragione...
    Non è male, si intitola
    L'ultimo sogno di Xantia
    e dopo averlo passato al setaccio per scovare errori ed averlo restaurato nella forma grafica nel 2013, sta partecipando a vari concorsi letterari.
    Alla px!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Irene, ricordare per quanto possa essere spiacevole, è fondamentale..., per un buon cammino..., per non errare nuovamente, per non perdere tempo in sentieri senza via d'uscita.

      Hai scritto un racconto di fantascienza , ebbene li adoro, adoro la fantascienza, quindi mi hai incuriosita non poco.

      Posso trovarlo da qualche parte?

      Spero sempre che vi sia una prossima volta...

      Un abbraccio..

      Elimina
  5. Son di nuovo qua, (Irene) ne ho scritti molti di racconti fantascienza dopo quello di cui ti ho parlato, ma li ho archiviati, quello invece lo propongo ciclicamente. Ho un sito che mi ha creato un caro amico in cui me lo ha caricato, ma son troppo imbranata per riuscire ad accedervi, figurarsi operarci all'interno! Si intitola: L'angolo di CBZETA, pseudonimo che uso quando scrivo, nacque nel 1976 (avevo 16 anni) quando vidi il film di Costa Gravas: Zeta, orgia del potere. Tornando a bomba se ti va posso inviartelo per posta elettronica, hai un angolo in questo post dove posso trovare un indirizzo email? Se non sono indiscreta ovviamente... vedi tu. Se ti andrà di leggerlo ne sarò felice, ne ho parlato con il mio coautore ed è d'accordo. Come ti dicevo non siamo più insieme, ma dialoghiamo quotidianamente, nonostante la distanza: lui sta in Asia ed insegna arti marziali e tecniche meditative in una scuola. Attendo tue notizie e vado a leggere il post sulla Regina nera. Buona g.ta e ricambio l'abbraccio.

    RispondiElimina
  6. Ps di Irene: son proprio fuori! Sarà il caldo e che non sto ancora benissimo, in fondo è passato poco più di un mese dall'intervento, considerando che ho avuto anche la febbre e 20 gg. di antiobiotici!
    Scusa la parentesi, è stato un momento particolare della mia vita, ho scritto se hai un angolo in questo post e volevo scrivere: in questo blog!
    Ne approfitto per aprire una parentesi sul ricordare: spiacevole è un eufemismo, quando vedo tutte le immagini, soprattutto quelle che si riferiscono al 1943-44 (di cui ho accennato in un altro post) una valanga di emozioni mi investono: inquietudine, nostalgia... senza contare le sensazioni di quei momenti, il calore del sole sulla mia pelle e quella della sabbia dorata sotto i piedi nudi... Se vuoi iniziare a ricordare preparati a questo impatto emotivo che peraltro potrebbe essere la prova che quanto stai ricordando è effettivamente veritiero. Un suggerimento da ricercatrice a ricercatrice, se può esserti utile...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se vuoi puoi inviarlo a questo indirizzo email : angie.dani@yahoo.it - lo leggero con molto interesse.
      Mi dispiace se se stata sottoposta ad un intervento, significa che avevi un problema..., e certo gli antibiotici non aiutano a sentirsi bene... spero che tu stia bene al più presto.

      Impatto emotivo? Mi incuriosisci molto Irene, ma dimmi ti piacerebbe davvero pubblicare il tuo racconto a tuo nome su questo umilissimo blog?

      Il mio è un umile blog nulla di più...

      Un abbraccio

      Elimina
  7. Ne sarei felice!!! Ma prima leggilo e valuta. Te lo mando all'indirizzo che mi hai lasciato e ne parliamo tramite email, cercherò di attivar la mia internet key, così potremo stare in contatto anche nelle px settimane che sarò a casa. Tra l'altro anche io ho la mamma con problemi come te, lo hai scritto mi pare, e mi devo occupare di lei, ma riesco ad estrapolare degli spazi miei. Un beso!

    RispondiElimina