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domenica 25 maggio 2025

Sotto l'albero

"Strana la vita", pensò Peter,  il licenziamento alla veneranda età

di cinquanta anni, lo aveva schiacciato letteralmente contro un

muro, ed  insieme a sua moglie Mary aveva dovuto riprogrammare la

loro vita, lei guadagnava troppo poco, e non avrebbe potuto sostenere

le loro spese e quelle dei loro figli, ancora adolescenti.


Avevano dovuto vendere la loro casa, per estinguere il residuo del 

mutuo e contare su dei risparmi, per andare avanti,  si erano trasferiti 

nella villetta  dei suoi genitori ormai passati a miglior vita,  in un 

paesotto non lontanissimo dalla città,  dove suo padre aveva 

esercitato il mestiere delicato di medico condotto.


La sua famiglia, non era rattristata da questo trasferimento, la villetta 

era bellina, ben tenuta, con un grande giardino ed alberi bellissimi, 

uno in particolare era immenso,  sovrastava tutti gli altri,  ma per lui 

era un dispiacere costante,  in quella casa aveva vissuto,  il dolore per 

la tragica scomparsa della sua sorellina,  mai ritrovata,  con il trauma

dell'allontanamento affettivo dei suoi genitori, che invece di consolarlo

lo avevano tenuto a distanza,  la loro freddezza lo aveva spinto ad 

andarsene molto presto e loro non lo avevano trattenuto,  e neppure

lo avevano cercato,  fino al momento della loro morte, quando un 

notaio lo contattò per l'eredità, la casa, che purtroppo non aveva

un gran valore, vista la sua ubicazione in quel paesotto, non

avrebbe avuto senso venderla.



Peter,  in quella casa non stava bene,  erano ritornati gli 

incubi, l'insonnia, una malsana depressione, che non lo aiutava

a ritrovare un lavoro, sua moglie Mary, era molto preoccupata

per lui,  inoltre c'era un particolare inquietante, quando si

recavano in paese a fare spesa, notavano alcuni residenti più

anziani, guardarli come se vedessero il diavolo.


I suoi  due figli  adolescenti,  David di quindici anni e Paul

di tredici, si era ambientati abbastanza bene,  tuttavia, anche

loro avevano notato degli sguardi  strani, da parte di alcuni

loro compagni,  e per il momento avevano preferito non fare

troppe amicizie.


Mentre sua moglie Mary era spesso fuori per lavoro, ed

ambientarsi era l'ultimo dei suoi pensieri.


Peter,  cercava di occuparsi della casa, del giardino, 

quello stesso giardino dove lui e la sua adorata sorellina

giocavano, Amy,  la sua sorellina gemella, la persona che 

amava di più al mondo, quando lei scomparve mentre

giocavano a nascondino, pensò ad uno scherzo,  lei era

una gran burlona, ma dopo due ore di ricerca, comprese

la gravità e avvertì i suoi genitori.

Oltre alla paura, al dolore, di un povero bimbo di dieci

anni, si aggiunsero gli interrogatori, degli agenti di

polizia,  che gli fecero ripetere mille volte la sua 

testimonianza, gli  sguardi sospettosi, i silenzi, 

la freddezza dei genitori, gli incubi,  Amy lo chiamava

tutte le notti,  ed era triste e disperata.....


Tutto era ritornato, gli incubi,  la sua sorellina 

lo chiamava nuovamente tutte le notti,  e lui si

svegliava madido di sudore e poi non riusciva

più a riaddormentarsi.

E cercava di ricordare, quel pomeriggio, quando

lei, andò a nascondersi,  mentre lui contava ...

e poi la sua ricerca infruttuosa e poi disperata,

cosa era accaduto?  Non ricordava la presenza

di nessun'altro,  chi avrebbe potuto rapirla?

Si era affidato anche alle cure di un ipnologo,

per capire se avesse dimenticato qualcosa,

ma non era mai affiorato nulla.


La cosa più terribile fu che i suoi genitori

pensavano che in qualche modo, fosse colpa sua

e non solo i suoi genitori,  chi poteva averle 

fatto del male, se non lui, l'unico testimone,

l'ultimo ad averla vista.


Una notte, Peter fece un sogno stranissimo,

Amy  era vicino all'albero più grande del loro

giardino,  lei lo indicò, con la sua manina .....

Madido di sudore, si alzò, prese una torcia ed

andò verso quel grande albero,  apparentemente

non sembrava ci fosse nulla di strano, prese

una pala ed iniziò a scavare sotto quell'albero...

dopo poco,  la pala trovò qualcosa di duro,  

un sacco con dentro, un cranio ed altri resti.....

Il cuore di Peter  sembrò  voler scoppiare.....

Svegliò la moglie e chiamò  la polizia.....


Quaranta anni, dopo quaranta anni, l'aveva

finalmente ritrovata,  era sotto terra, davanti

all'albero, chi, chi, l'aveva uccisa?  Chi aveva

scavato quella fossa?  Senza che nessuno se 

ne accorgesse ?  Non certo un bimbo gracilino

come lui, di dieci anni.....


La polizia, si occupò  diligentemente del caso, 

anche se con quaranta anni di ritardo,  ma certo 

l'autopsia  non potè  rilevare molto,  tuttavia 

nel sacco con cui l'avevano sepolta,  riuscirono a 

rilevare un dna, che non apparteneva a Peter.

La polizia Chiese la collaborazione degli abitanti  del paese,

e molti si sottoposero al test del dna...

Si scoprì  che uno di loro era il figlio di colui che aveva

lasciato il suo dna sul sacco,  ed era ancora vivo....

un uomo di ottantacinque anni, rispettato  da tutti,

era un caro amico del loro padre,  che quel  giorno 

era andato a farsi visitare.


Era lui il mostro?  quella traccia di dna  dimostrava

la sua colpevolezza,  ma come aveva fatto a seppellire

la bimba ai piedi di quell'albero,  senza essere disturbato?

Come aveva potuto far sparire la bimba, senza che 

nessuno se ne accorgesse?


L'uomo fu sottoposto ad un duro interrogatorio, 

all'inizio si avvalse della facoltà  di non rispondere, 

tuttavia quando comprese che era  del tutto inutile, poichè 

quella prova era schiacciante,  confessò già  

confessò  che quel giorno mentre stava andando a 

farsi visitare,  vide la bimba che si stava nascondendo

in una grande  rimessa dove c'era un poco di tutto,

lui la seguì  ne abusò e poi la uccise, la nascose 

in un grande tino, dove tenevano il vino, ed andò a farsi 

visitare, stando attento a non farsi vedere dal ragazzo

che stava cercando la sorellina.  Durante la notte, 

recuperò il cadavere dal tino e lo mise nel sacco,  poi

scavò una buca sotto il grande albero e la seppellì, 

senza problemi, tutti erano fuori a cercare la bimba.


Così facile? Durante la ricerca nel giorno, nessuno pensò  di

guardare nel tino?  E durante la notte tutti erano fuori'?

Qualcosa non tornava .....Peter ricordava che L'uomo

quella notte, era accanto a suo padre, nella ricerca 

della sua sorellina,  ed anche le notti successive,  quindi 

l'uomo mentiva spudoratamente.


Peter lo fece presente agli agenti,  che l'uomo stava

mentendo,  quindi le loro attenzioni  si spostarono

sul figlio che allora aveva quindici anni,  tuttavia

ricordavo bene che quel ragazzo era sempre insieme

a suo padre nella ricerca di Amy,  certo poteva 

aver attirato Amy con una scusa,  poteva averla 

seppellita successivamente nel nostro giardino, 

inoltre ricordava che suo padre, chiese al suo 

amico  dei sacchi grandi, proprio come quello

in cui era stata deposta Amy.


La polizia aveva una confessione, basata sul 

nulla,  indagò  il figlio,  che si dimostrò innocente.


Chi aveva fatto scempio della sua sorellina?

Eppure sapeva che quell'uomo conosceva la verità,

ma preferiva farsi accusare piuttosto che 

dichiararla,  pensava che il suo silenzio lo avrebbe

protetto,  invece dopo una settimana fu ucciso,

ucciso in carcere, durante una rissa tra detenuti.

Quell'evento confermò  il pensiero di Peter

qualcosa di molto oscuro, gravava dietro alla

morte di Amy.

Il comportamento freddo e distaccato dei genitori,

ebbe su di lui un impatto terrificante,  oggi lo assale

il dubbio di un loro coinvolgimento,  o una verità

nascosta.  

Peter chiese alla polizia, di analizzare il dna suo

quello di sua sorella e quello dei suoi genitori.

Ormai erano in ballo, e scoprirono  che lui era 

il fratello di Amy,  ma i loro genitori  non erano

biologicamente i loro genitori,   non esisteva

inoltre nessun documento di adozione.

Peter Comprese quindi il motivo della loro freddezza.

Forse erano stati proprio loro ad uccidere Amy?

Chi erano i loro veri genitori? Erano stati venduti

o erano stati rapiti?


Purtroppo non emersero altre notizie, ormai

la generazione coinvolta era quasi tutta scomparsa,

e chi conosceva la verità,  se la teneva ben

stretta, era potente e pericolosa,  indagare 

ulteriormente era impossibile.


Peter tristemente si rassegnò,  non voleva 

che la sua famiglia pagasse per la sua volontà

di conoscere la verità,  trovò un nuovo lavoro

in città,  e  decise di vendere la villetta,  ad

un modico prezzo.

Sua sorella era stata sacrificata su un altare 

terrificante,  e non capiva il motivo della scelta di 

quei criminali,   perchè Amy e non lui?  O entrambi?



lunedì 7 novembre 2011

L'ultimo sporco lavoro


"Ehi, Ehi, cosa cavolo stai facendo - quell'auto è mia? "  Urlò con tutto il fiato che aveva in gola Gianni,  mentre un ladruncolo stava cercando di portargli via la sua jaguar nera, nuova di zecca.


Quello, davanti ad un colosso come Gianni, scappò con la coda tra le gambe.


Gianni pensò: "sai che risate si sarebbero fatti tutti, se quell'idiota  avesse rubato proprio la mia auto."

Già, giusto, voi non conoscete Gianni, beh! lui  è un malavitoso, molto particolare, altissimo ben piantato, biondo, davvero niente male, e poi è un vero genio del computer, pagato a peso d'oro da truffatori ben organizzati.


Nelle grandi truffe telematiche, lui è un vero talento, e la sua consulenza è il biglietto da visita per il successo finale.


Purtroppo ha due punti deboli: le auto e le donne, le cambia troppo spesso, alcune delle sue ex, lo vorrebbero vedere morto, per come le ha trattate.


Gianni, sgommò con la sua auto, aveva un appuntamento con un grosso dirigente a Roma, proprio in centro, lui amava molto la puntualità.


Fu accolto con tutti gli onori, e dopo aver discusso con altri due uomini di affari, su un progetto truffaldino, pattuirono il suo compenso: circa un milione di euro in contanti, anticipo duecentomila euro, già pronti, in una piccola valigetta, si fece dare tutte le chiavi, i codici ed il programma di trasferimento e se ne andò, per studiare meglio il suo intervento.


"Beh! pensò Gianni, stavolta è davvero un compenso con i fiocchi, anche se i delinquenti che si mascherano da gente perbene, sono i più pericolosi, devo stare all'erta, non vorrei avere brutte sorprese".


Giunse finalmente alla sua villetta, fuori Roma, dove viveva da solo, depositò i suoi soldi in una cassaforte nascosta nel muro in cantina, un nascondiglio perfetto, ed impensabile, poi chiamò al cellulare la sua bella di turno: "Lori, che ne dici stasera di andare a cena fuori, in quel ristorantino in riva al mare?" Perfetto, avrebbero trascorso una bella seratina, soli, soletti.


Lori, quella sera era davvero uno schianto, pantaloni di velluto nero aderenti, sulle sue lunghe gambe, con una camicetta bianca lucida, lievemente scollata, che faceva solo intravedere i bellissimi seni, lunghi capelli biondi sciolti, e due occhi verdi da gatta innamorata, le labbra sensuali, e una risata argentina.
La ragazza felice salì sulla Jaguar e Gianni dopo averle dato un lungo bacio, piccola premessa della serata, sgommò.


Quando entrarono nel ristorante, in riva al mare, tutti gli uomini si girarono a guardare la sua bellissima compagna, lui provò un brivido di soddisfazione, amava mettere in mostra le cose belle, beh! Lori per lui, era come la sua Jaguar, qualcosa da esibire.


Dopo aver mangiato, la portò nella sua villetta e fecero l'amore quasi tutta la notte. La riaccompagnò a casa all'alba, con la promessa di chiamarla al più presto.


Ma che dire, dopo un mese, Gianni si stufava delle sue prede e spesso le mollava senza una vera ragione, Lori aveva varcato il mese e mezzo e per lui era già troppo.




Nella stessa mattina, al computer, si concentrò sul suo lavoro, sapeva che varcare certi limiti, sarebbe stato difficile, ma le sfide gli piacevano molto, e non si era mai arreso.


Malavitoso, sicuramente, ma quando entrò in alcuni codici segreti, si rese conto, che quegli uomini d'affari, non gli avevano detto tutto,...una violazione del genere, se scoperta, gli sarebbe costata il carcere a vita.., doveva prendere le sue precauzioni, intanto non avrebbe potuto lavorare dal suo computer, nonostante tutte le sue misure di sicurezza, era comunque troppo pericoloso, non era stupido, sapeva che esistevano altri geniacci come lui, che avrebbero potuto comunque rintracciarlo.


Non si era mai travestito, ma stavolta, per accedere ad un computer pubblico, avrebbe dovuto farlo, per non essere riconosciuto, quindi andò in un supermercato e comprò una tintura scura, e un'altra per ritornare al suo colore naturale, poi si recò da un ottico ed acquistò delle lenti sempre scure, ed anche due occhiali, con una montatura pesantissima. Sarebbe stato sufficiente? 


La mattina dopo era davvero irriconoscibile, con i capelli e gli occhi scuri, i bruttissimi occhiali, vestito appena decentemente e senza la sua jaguar ovviamente, non ricordava più da quanto tempo non utilizzava i mezzi pubblici, ma sfidava chiunque a riconoscerlo.


Entrò in una sala di computer, e ne affittò uno per tutta la mattinata, aveva naturalmente con sè tutti i suoi software, che lo avrebbero aiutato nella sua impresa.
A fine mattinata aveva già compiuto la sua bella violazione, effettuato il trasferimento di una astronomica somma di denaro, in un conto svizzero, e soddisfatto, se ne andò a casa sempre con i mezzi pubblici, poi con un cellulare che gli avevano dato precedentemente chiamò il suo interlocutore, e lo avvertì che era tutto a posto, attendeva quindi il saldo del suo compenso.
L'altro lo invitò nel solito edificio dell'altra volta, la mattina dopo.


Si guardò allo specchio, nonostante si fosse di nuovo tinto i capelli di biondo, quello non era il suo naturale colore, e si vedeva che era finto, e ciò lo innervosiva, ma non aveva avuto scelta.


Il giorno dopo tornò da quei signori dabbene, lo attendevano molto soddisfatti, con un'altra valigetta, che aprirono, conteneva ben ottocentomila euro, gli dissero che se li era meritati tutti fino all'ultimo centesimo, Gianni, nonostante i sorrisi, ed i complimenti, non si sentiva affatto tranquillo, pensò: "certo sono loro complice, e quindi potrebbero stare tranquilli, ma se qualcosa dovesse andare storto? lui era il ponte, l'unico che poteva risalire fino a loro..."


Sorridendo noncurante, trasferì i soldi dalla loro valigetta ad un borsone che aveva portato con sè, i loro sorrisi si spensero immediatamente, e Gianni capì..., capì che la trappola era stata tesa, forse nella loro ottusità, non avevano preventivato una sua contromossa, forse l'avevano sottovalutato, e Gianni tossendo aggiunse: " Lor signori capirete, che mi sono dovuto tutelare, la faccenda era troppo delicata, quindi ho portato alcune copie dei codici, e scritto i vostri nomi e cognomi, il tutto chiuso in una busta, da un notaio di mia completa fiducia, se mi dovesse capitare un incidente, anche per caso, lui dovrà immediatamente consegnare tutto alla polizia, non trascurando i carabinieri, la finanza e quant'altro"
Vi saluto e grazie è stato un vero piacere lavorare per voi, è la prima volta che lavoro sporco per gente onesta aaahhhhhh!!!




Quando salì sulla sua auto, si disse a voce alta: "speriamo che se la siano bevuta"


Girò la chiave e .......Boooommmmm.





domenica 16 ottobre 2011

Vittime e carnefici


Che tristezza!, un poliziotto è e resta sempre un uomo, e davanti all'omicidio di un altro essere vivente, prova un vuoto indicibile, come essere sospesi in equilibrio tra la vita e la morte.




Niccolò, faceva parte della squadra omicidi di  Milano, da almeno dieci anni, e la sua memoria era piena di ricordi terribili, scene impensabili, orrori veri, altro che film dell'orrore, la realtà del suo lavoro, lo metteva a dura prova.


Ultimamente non ce la faceva veramente più, i suoi nervi erano al limite, stava crollando sotto il peso dei suoi incubi, la notte lui sognava le vittime, dei casi non risolti, che con aria triste e rassegnata, gli dicevano che si era dimenticato di loro, e che per questo continuavano a vagare all'infinito in un cerchio di nebbia grigia.


Il mattino era stanco, con gli occhi segnati, e la nausea, tanto che il suo capo lo aveva convinto ad andare da un psicologo, purtroppo non ne ricavava alcun beneficio.


Del resto i delitti irrisolti, superavano di gran lunga gli altri, ed in dieci anni, nei suoi sogni apparivano sempre più vittime...., ma perchè proprio a lui?, In fondo non era il responsabile di quella sezione, ma solo un aiutante, un poliziotto come tanti che collaborava alle indagini.


L'ultimo delitto, al quale stava lavorando insieme ai suoi colleghi, era quello di una ragazza di diciotto anni, che era stata ritrovata in un bosco, circa una settimana prima, torturata ridotta a brandelli, e lei ormai frequentava assiduamente i suoi sogni e lo avvertiva che i suoi assassini erano molto pericolosi e che doveva fare di tutto per scoprirli ed imprigionarli, se non voleva molte altre visite future.


Lui cercava di fare il suo meglio, ma la stanchezza mentale era così forte,  ed il sonno non lo ristorava, quei sogni lo tormentavano, e non riusciva a frenarli.


La fine della ragazza nel bosco, l'aveva stravolto, l'assassino o gli assassini erano stati di una crudeltà disumana e lui voleva in tutti i modi capire, chi fossero, nella sua sezione si parlava di un malato mentale, uno schizofrenico, lui non ne era affatto convinto...., per lui quella morte nascondeva molto di più.


Sapeva che la giovane vittima era una ragazza come tante, che non si drogava, che stava conseguendo la maturità, e non aveva storie sentimentali pericolose, era sempre uscita poco la sera, e solo con gente di fiducia, amici,  ma fu proprio una di quelle rare sere che lei sparì, da una discoteca, in pochi minuti, letteralmente scomparsa nel nulla.


Le indagini non erano certo facili, dal momento che quella discoteca era frequentata da una miriade di giovani, i titolari erano persone normali ed in regola, neppure i video di sicurezza poterono svelare il  mistero, perchè i nastri erano stati riutilizzati.


Solito tran tran,  il controllo dei tabulati telefonici, non dettero alcun risultato dal momento che la ragazza teneva chiuso il suo cellulare, già all'interno della discoteca, l'autopsia, rivelò che in effetti era stata torturata ferocemente, con armi da taglio, non vi era nessuna traccia di violenza sessuale, e quindi nessun reperto biologico estraneo da analizzare.
Interrogati i genitori affranti ed increduli, gli amici, altre persone che si trovavano in discoteca, ma nessuno aveva la più pallida idea, di chi l'avesse fatta sparire e come...


E passarono mesi senza alcun indizio, fino a che un'altra ragazza della stessa età, fu trovata nello stesso bosco,  nelle medesime condizioni dell'altra, ma questa volta la sparizione era avvenuta in un grande emporio di abbigliamento, ed i video di sicurezza venivano archiviati regolarmente.


Ma la scena che si presentò agli occhi degli inquirenti, fu di una normalità disarmante, alle ore 18,00,  la ragazza  aveva acquistato un paio di pantaloni,  alle ore 18,30,  insieme ad un'altra era uscita regolarmente dall'emporio. Poi era sparita..


Quella sconosciuta, non era una sua amica, neppure una conoscente, nessuno la riconobbe, iniziarono infinite ricerche per poterla trovare, fino a che casualmente una persona, estranea ai fatti, ed alle indagini, la riconobbe, e rilasciò le sue generalità.


Niccolò stesso andò a trovarla, a casa,  era una bella ragazza, affabile e gentile, lo fece accomodare,  e poi guardò attentamente la foto che Niccolò le fece vedere, e lei sorridendo disse che aveva conosciuto casualmente la ragazza in un emporio, ma nulla di più.


Ma Niccolò, alla presenza di quella giovane di bell'aspetto, aveva provato una profonda sensazione di disagio, un malessere inspiegabile, decise di controllarla, per fare questo, chiese al suo capo una settimana di ferie.


La notte stessa, riuscì a dormire tranquillamente, senza sogni, ed incubi e la mattina si svegliò, riposato come non ricordava di esserlo mai stato negli ultimi anni.


Iniziò a seguire la ragazza, che peraltro restava spesso a casa, almeno di giorno, decise quindi di dormire di giorno e tenerla d'occhio dal tardo pomeriggio...


Finalmente una sera, la giovane salì,  su una grossa auto fuoristrada, dove c'erano altre quattro
persone, il suo istinto (o qualcos'altro?) lo avvertì che era giunto il momento, di scoprire se questa ragazza c'entrava qualcosa con gli omicidi..., con prudenza li seguì, cautamente, fino ad un paesino quasi disabitato fuori città, quando si fermarono davanti ad una vecchia casa, si mantenne ad una certa distanza di sicurezza per non farsi vedere, e scese solo quando queste persone entrarono nel portone di quella vecchia casa.


Coraggiosamente dopo qualche minuto, si avvicinò e da una finestra illuminata, al piano terra,  cercò di vedere cosa ci fosse in quella stanza,  non molto per la verità, ma notò degli attrezzi che generalmente servono per le riprese, un letto, ed uno schermo, nel vedere le scene che scorrevano su di esso, lo stomaco gli schizzò in bocca, erano scene cruente, ragazze nude, orrendamente torturate, ed alla fine uccise.
Stavano parlando, forse litigavano, ma non riusciva a capire le parole. Si allontanò dalla finestra e chiamò la sua sezione, intimandoli di fare presto e di arrivare in forza, ma senza sirene, dette loro le coordinate per giungere fino a lì.
Con un'ansia senza fine attese il loro arrivo, dopo una ventina di minuti, che gli erano sembrati un'eternità, i suoi colleghi silenziosamente lo attorniarono e guardarono lo schermo, e le scene feroci che scorrevano.


Li beccarono tutti, era una organizzazione schifosa, che rivendeva video cruenti a prezzi proibitivi, a persone sadiche piene di soldi, che godevano nel vedere la sofferenza e le torture che quelle povere vittime subivano, con morte finale annessa.
Con circospezione la polizia arrestò anche i compratori, che spergiurarono tutti, di essere in buona fede, credevano che quelle scene fossero solo effetti speciali, non reali.


Le ragazze vittime di questo orrendo commercio, venivano scelte casualmente, a Milano, ma anche in tutta Italia, e la perfida accalappiatrice era proprio quella affabile e gentile ragazza, che fingendosi amica, le conduceva ad una morte terribile e senza un briciolo di rimorso.
Gli altri erano i torturatori a turno.....
Non solo furono risolti gli ultimi due delitti, ma anche altri rimasti insoluti negli ultimi anni, tra l'altro molti corpi non erano mai stati ritrovati, e neppure quei maledetti carnefici, si ricordavano dove li avessero scaraventati.


Niccolò, fu premiato, avanzò di grado, e la notte gli incubi scomparvero quasi del tutto, quasi....



venerdì 7 ottobre 2011

Ho sognato un omicidio


Piera, si era risvegliata nel cuore della notte, madida di sudore, con il cuore che le martellava nel petto, si alzò e andò in cucina per bere un bicchiere d'acqua, cercando di fare ordine nei suoi pensieri.


Ma cosa diavolo le era accaduto, cinque minuti prima, le sembrava di essere davanti un giardino, mentre un uomo orribile stava scavando una fossa, e stava ancora lì, nel momento che scaraventava dentro un sacco grosso della spazzatura....., un colpo sordo, quello di un corpo?, "santo cielo, era forse la testimone di un omicidio?", Lei era lì, terrorizzata, di essere vista, ma dove si trovava esattamente?


Si rese conto che  quel luogo lei lo conosceva bene, si trattava di un palazzo, situato in una via vicino alla sua, riconosceva perfettamente il cancello verde, la piccola discesa e poi la salita per entrare nel palazzo,  che aveva intorno il giardino, lo stesso nel quale, l'uomo, in penombra,  se ne stava in piedi mentre le pareva che la osservasse in silenzio.
Quell'uomo robusto alto, le ricordava qualcuno...
Poi si era svegliata, ma le sembrava di aver vissuto realmente quell'evento.


Lei era in ferie, e la mattina si svegliò con un forte mal di testa, il giorno prima, i suoi genitori erano partiti per le agognate vacanze di agosto, Piera aveva preferito starsene a casa, in attesa che il suo fidanzato tornasse da un viaggio di lavoro.


Fece  la doccia, la colazione e poi si infilò un paio di pantaloni, una maglietta e le scarpe da ginnastica, e uscì per fare la spesa.


Nel supermercato, incontrò una signora amica di sua madre, con la quale si fermò a parlare, poi dopo aver fatto la spesa,  comprò una rivista e tornò a casa, il sogno era sempre nella sua mente, ed un profondo senso di ansia, le tormentava il cuore.


Passarono due giorni, ed una sua coinquilina, le chiese se avesse sentito la notizia che circolava nel circondario,  Manuela B., una signora separata di quarant'anni, era sparita, e nessuno sapeva che fine avesse fatto,  se ne erano accorti i suoi vicini,  dall'abbaiare disperato dei suoi due cani, che generalmente erano sempre stati molto silenziosi, avevano suonato, telefonato, ma nulla, quindi si erano decisi avevano per l'appunto chiamato la polizia che era intervenuta, ma nell'appartamento a parte i cani, non vi era nessuno, povere bestioline, erano come figli per quella signora, non li avrebbe mai abbandonati.


Seppe anche che la polizia aveva trovato, nell'appartamento, sia il cellulare che la carta d'identità, anche le luci erano accese, e pure il televisore, anche se a basso volume.


Piera, sapeva bene dove abitava questa signora, proprio nel palazzo che lei aveva sognato, pochi giorni prima, e le vennero i brividi....


Quel maledetto sogno, era troppo realistico, non riusciva a  non associare quella signora a quel grosso sacco della spazzatura, possibile che avesse davvero visto il suo omicidio?


Purtroppo, Piera,  la macabra conferma l'ebbe solo due giorni dopo, grazie ai cani, la polizia ritrovò il cadavere di quella poveretta, proprio nel giardino, e dentro ad un sacco della spazzatura, scoprirono che era stata uccisa dall'ex marito, un ubriacone attaccabrighe, un uomo grosso ed orribile che lei conosceva di vista e qualche volta aveva incontrato prima della separazione.


Piera  non si è mai saputa spiegare, come possa essere riuscita a vedere nel sogno la scena del delitto, con tutti i macabri particolari,  ma da allora in poi,  fu testimone in sogno di altri terribili delitti, anche se  purtroppo, il volto dell'assassino  resta sempre in penombra e non sa mai descriverlo precisamente, lei  confida prima,  tutto questo orrore,  solo a persone che le sono particolarmente vicino, è in cura da  uno psicologo, per poter sopportare questo peso smisurato, perchè  quasi sempre puntualmente tutto si verifica....




Questo racconto, non è frutto della mia fantasia,  anche se la storia ed i personaggi, non sono riconoscibili, la  persona che vede i delitti in sogno esiste realmente.



lunedì 25 luglio 2011

La Testimone racconto



Ti è mai capitato di essere testimone di un terribile litigio tra (marito e moglie di cinquantanni),  che abitano nello stesso tuo  palazzo? precisamente nell' appartamento sopra il tuo? Sentire urla disumane, strepiti, botte sul muro, oggetti gettati a terra,  quasi come se il pavimento da un momento all'altro ti arrivasse sulla testa, ecco così,  cinque minuti di tutto questo e poi il silenzio totale, un silenzio di tomba.


Oggi
A me è capitato proprio ieri, ed oggi hanno trovato entrambi i coniugi morti, stecchiti, in pratica si sono accoltellati a vicenda, almeno così dicono.
Mi sono sentita in colpa, ma cosa avrei dovuto fare? chiamare la polizia, salire e cercare di fermarli, non immaginavo certo un epilogo così tragico...., quante volte era già accaduto? qualche volta..., fatto è che non ho chiamato la polizia, ma i poliziotti sono comunque venuti da me, e ho raccontato loro, ciò che sto raccontando a voi, non so neppure chi li abbia trovati..., lo leggerò sicuramente sul giornale.


Una settimana dopo
Proprio a me doveva capitare? non avete idea di quanti vorrebbero avere notizie particolari da me, giornalisti,giornalisti amatoriali, curiosi, e qualche malato di testa. "La Testimone", già io sarei la testimone principale, l'ultima ad averli sentiti vivi, " sentiti" per la miseria, "non visti".


Sono una donna sola di cinquantanni, lavoro, la mia vita è casa e lavoro e lettura nel tempo libero, non ho molti amici,  e mi piace la tranquillità, questo evento ha scombussolato in modo totale la mia vita, spero che tutto questo finisca presto.


Due mesi dopo
Non ci posso credere, sul giornale ho letto, che dalle analisi, e dall'autopsia è emerso che i due coniugi sono stati uccisi da qualcuno, non si sono ammazzati l'uno con l'altro...., un brivido di paura percorre la mia schiena, sono quasi le venti ed uno squillo alla porta, mi fa trasalire. Chiedo chi è ? e mi risponde un uomo che dice : "Apra signora sono l'ispettore M.R." Ed io apro, mi trovo davanti un bell'uomo di una certa età, che mi chiede di poter parlare con me in modo non ufficiale.
No, non mi fido, mi faccia vedere il suo distintivo, e lui me lo fa vedere, ma non desidero farlo entrare in casa, non mi fido degli sconosciuti, nemmeno di un poliziotto, lui sembra leggermi nel pensiero e mi dice: " Brava, lei non si fida di nessuno vedo",  rispondo "già"
Allora continua ...potrebbe per cortesia venire alla centrale domani mattina?  ed io rispondo "va bene".


E la mattina vado alla centrale di polizia, e sapete una cosa ...seppur gentilmente mi torchiano per ben tre ore, ma le mie risposte sono sempre le stesse...., io ho udito, ma non ho visto nulla, è inutile, non so se con loro ci fosse una terza persona, o altre persone....e non ho sentito nessuno scendere le scale...
mi dispiace più di questo non so.
Scuse e ringraziamenti e via, a casa dal momento che avevo preso un giorno di ferie.


Un anno dopo
Un assassino come ve lo immaginate? Giovane, prestante e di sesso maschile, quasi mai pensereste che possa essere una donna...., tutta casa e lavoro....


Sapete una cosa, io vi ho mentito spudoratamente, ho mentito alla polizia, ed a tutti, in realtà il mio vero lavoro è quello del killer, ma a pagamento, io non uccido per il gusto di uccidere, ma solo per lo sporco denaro.
Chi mi ha ingaggiato? Già voi non sapevate che i coniugi non avevano figli, e l'unico parente era un cugino di quale grado non so, che voleva ereditare la bella sommetta di 2 milioni di euro, insomma una piccola lotteria,  volete sapere quanto mi ha anticipato?  50.000 e 150.000 dopo la riscossione dell'eredità.


Due anni dopo
Saluti, nessuno ha scoperto nulla su quel delitto, sapete? in questo tempo, ho onorato altri impegni per la verità, e mi sono tolta una grande soddisfazione, il cugino di quei coniugi, mi aveva beffato e non mi ha mai saldato il lavoro,  l'ho anche minacciato, ma evidentemente pensava scherzassi, ieri l'ho fatto fuori definitivamente.


Ultima confessione
Scusate e questa sarà la mia ultima confessione, io non sono una donna, ma solo un travestito, con lineamenti da donna, ma tutto il resto da uomo e che uomo....




Questo è solo un racconto nero surreale ed ogni riferimento a fatti, cose e persone, è puramente casuale. 









domenica 12 giugno 2011

Raggio di luce racconto nero




Questa storia, non è purtroppo così irreale, anche se ogni riferimento ad eventi e persone è puramente  casuale.
E' ciò che a volte accade nella nostra cosiddetta realtà, qualcosa che non dovrebbe mai accadere, è un terribile intreccio di vita e morte, una catena di eventi disastrosi, fino all'ultimo confine, dove il buio, finalmente lascia posto ad un piccolo raggio di luce.


Maggio 2003


Indescrivibile e terribile, per una persona che passeggia in un bosco in cerca di funghi, ritrovare invece di bellissimi porcini, il cadavere di un uomo, Rodolfo, un uomo di quarant'anni, non aveva mai visto in vita sua nulla di simile,  la sua immediata reazione fu quella di vomitare  la colazione del mattino.


Tremante e in preda alla nausea, prese il cellulare dalla tasca e chiamò  la polizia, cercando in qualche modo di riferire la sua esatta posizione e di spiegare ciò che aveva ritrovato.


Grazie al cielo dopo una ventina di minuti, furono tutti lì, un'orda selvaggia di poliziotti, che lo sommersero  di domande, per poi  lo lasciarlo in pace, tutti presi dall''uomo disteso morto stecchito.


La sua identità, fu subito accertata, chi lo aveva ucciso,  stranamente, non aveva portato via nulla dei suoi oggetti personali infatti, la patente si trovava nella tasca del giubbotto, si trattava di una persona molto in vista nella loro città, ma per la miseria, chi lo avrebbe mai  potuto riconoscere ridotto così, infatti il medico legale, sopraggiunto dopo un'altra ventina di minuti, sentenziò che la morte,  era avvenuta da circa tre giorni,  per due colpi di pistola, diretti uno al cuore ed uno alla testa, insomma una dinamica chiarissima, restava da scoprire  il movente, per quale motivo lo avevano ucciso.

Rodolfo, dopo un lungo interrogatorio presso la centrale della polizia, ritornò a casa, stanco avvilito, si era quasi pentito, di non aver fatto finta di nulla. Da quel giorno in poi, tutte le novità sul caso le lesse sul giornale locale. Era solo un povero diavolo che aveva ritrovato un cadavere, e si rifiutò di parlare con i giornalisti, tutto quello che aveva da dire, l'aveva già riferito alla polizia.


L'uomo che aveva ritrovato era stata una persona di circa quarant'anni, talmente ricco da non aver necessità nemmeno di lavorare,  sposato con una bella signora e senza figli, per quanto non fosse simpatico a nessuno,  non aveva avuto mai veri nemici.


Le indagini della polizia, si orientarono immediatamente sulla bella moglie, viste le casistiche, pensavano che lo avesse accoppato per ereditare il patrimonio del marito, e immaginatevi come rimasero, quando scoprirono che lei aveva sin dall'inizio rinunciato al patrimonio del marito, infatti tutta l'eredità  sarebbe ritornato ai vecchi genitori, che poi erano gli unici disperati della situazione.
La moglie inoltre aveva fatto regolare denuncia di scomparsa, la sera stessa che non aveva visto tornare a casa il marito, le ricerche dell'uomo,  erano iniziate sin dal primo momento.


La polizia iniziò a rovistare nella vita del defunto, saltarono fuori oltre la possibilità di un rapimento,  le ipotesi più incredibili, un delitto passionale, un'amante respinta, un marito incavolato, ma non esistevano i presupposti, non esisteva nessuna prova, il controllo dei tabulati telefonici parlava chiaro, questo signore, parlava solo con pochi amici, della sua cerchia, e nessuno di loro aveva un valido movente per ucciderlo.

L'autopsia, rivelò quello che il medico legale, aveva già dichiarato sul luogo del ritrovamento, il dna confermò che si trattava proprio dell'uomo già identificato.


Insomma era uno di quei casi, che probabilmente sarebbero rimasti al buio per sempre, nonostante i genitori del morto avessero ingaggiato fior di avvocati e fior di investigatori.


Ottobre 2005


Ormai le luci della ribalta sul caso dell'uomo ucciso nel bosco, erano scemate, si sa i giornalisti, rincorrono le ultime novità, e si interessano agli omicidi più recenti,  e proprio nell'ottobre del 2005, scoppiò un nuovo caso, molto più impressionante dei precedenti.
Ritrovarono il cadavere di un uomo, lungo un fiume, anche questa volta il testimone, passeggiava lì, casualmente con il suo pastore tedesco, proprio il cane si era irrigidito ed aveva segnalato al suo padrone, l'evento insolito. Solita prassi, la polizia, il medico legale,  stavolta però le condizioni del corpo erano terribili, quell'uomo era stato torturato a lungo, e alcune parti del corpo erano persino state amputate.


L'uomo ritrovato morto, era un personaggio orribile, che sfruttava la prostituzione, di adolescenti e di  bambini. Un essere talmente infame, che in città furono tutti contenti della sua morte.  Casualmente nella sua agenda, la polizia trovò un nome noto, proprio quello dell'uomo ritrovato morto nel bosco, un paio di anni prima ....


Ricostruire il mosaico non fu affatto facile, ma si scoprì che la morte dei due uomini, aveva un denominatore comune, un padre, il padre di un ragazzino, bello come il sole,  che era stato irretito dallo squallido essere, per farlo prostituire, il giovane si era poi suicidato dalla vergogna,  l'uomo in quel periodo era gravemente ammalato,  tanto che dopo qualche mese l'azienda lo aveva licenziato senza pietà,  la moglie, povera donna, era sempre fuori, per cercare di far quadrare il povero bilancio familiare.
Il suicidio del figlio, fu un colpo talmente grave da farlo impazzire, un giorno rovistando tra le cose del ragazzino, trovò nascosta nella borsa che serviva al figlio per andare a scuola,  una busta contenente cinquemila euro. Il povero uomo pensò subito, che il figlio avesse spacciato la droga, e  si fosse suicidato in preda al rimorso, non disse nulla nemmeno alla moglie, ed iniziò ad indagare per conto proprio, nonostante non si reggesse in piedi.
Iniziò a seguire l'amico più caro del figlio, e fu proprio lui che senza saperlo,  che lo portò a scoprire una verità che mai avrebbe immaginato, una verità orrenda.


Tutto ciò che accadde dopo,  lo potete immaginare, uccise prima il  cliente, con la scusa di un ricatto,  e poi l'altro infame individuo, ma  non prima di averlo orrendamente torturato e privato di alcune parti del suo corpo. Il  povero padre, non si costituì solo per non infangare la memoria del figlio e rovinare la reputazione degli altri ragazzini, che in fondo lo avevano aiutato senza saperlo.


La legge fece il suo corso, seppur con grande rincrescimento la polizia dovette arrestarlo, alcuni cittadini, vollero  autotassarsi per pagare medici specialisti che lo curassero e due avvocati rinomati, che lo difesero davvero egregiamente, tanto che gli fu riconosciuta,  l'infermità mentale, causata dal profondo trauma subito per il suicidio del figlio. Dopo quattro anni fu scarcerato per buona condotta.


Ma questa terribile e schifosa vicenda non può concludersi qui, in verità qualcos'altro accade, il padre di questo sfortunato ragazzo, dopo la sua scarcerazione,  non riuscì a darsi pace, era ossessionato e cercava un modo per poter comunicare con suo figlio, sperando in cuor suo di risentire il figlio.


Il suo percorso fu costellato da una miriade di delusioni,  e da spiacevoli incontri con sedicenti operatori dell'occulto, che in realtà volevano carpire solo denaro.


Quando la sua disperazione arrivò al culmine, accadde qualcosa di terribile e meraviglioso, questa vicenda fu raccontata in seguito da lui stesso, per lui rappresentò il raggio di luce nelle tenebre più profonde della sua anima.


Il cuore di questo padre cedette, ed egli si ritrovò nel classico tunnel buio, in fondo al tunnel una luce risplendeva, vide alcuni esseri di luce uno dei quali era proprio suo figlio, che telepaticamente lo rassicurò : "  babbo qui nessuno giudica nessuno, ho compiuto un' azione che non dovrebbe mai essere compiuta, ma l'attenuante fu che ero totalmente incapace di capire, vedi appena sono morto è stato molto difficile, intorno a me vi era solo una nebbia grigia e null'altro. Non so quanto tempo (anche se qui parlare di tempo è un'utopia) ho trascorso in quel modo. Pregavo, pregavo soltanto che qualcuno mi aiutasse ad uscire di lì, fino a quando un essere luminoso mi portò altrove....., non mi è consentito dirti nulla di più, dal momento che tu devi tornare indietro.....babbo tu hai commesso delle azioni che sono contro le leggi universali, anche se  hai delle attenuanti,  ma se puoi dedica il resto della tua vita all'amore.....e alla conoscenza, riferisci a mamma che le voglio tanto bene, e che le sue preghiere sono state esaudite"


Aprì gli occhi, era disteso in un letto  in una sala di rianimazione, l'avevano appena riportato alla vita,  e lo stavano riempendo di tubi e tubicini, un medico sorridendo gli disse "bentornato"


Era stanchissimo e si riaddormentò con un sorriso.



domenica 16 maggio 2010

Anime perse La maschera



Finalmente l'alba, Gianni pensava che non arrivasse più, dopo una notte agitata, in preda ai suoi incubi. Era stato solo un sogno? un film dell'orrore?, o davvero aveva ucciso quell'uomo con la maschera?, no, non era possibile, lui non era un violento, nè un assassino. Eppure quella maledetta rissa era scoppiata senza un motivo importante, e lui si era trovato in mezzo, "si era dovuto difendere", uno spintone e quel rivolo di sangue dalla bocca e dell'orecchio...maledetta sfortuna, quello sconosciuto aveva battuto la testa sull'orlo del marciapiede. Era scappato in preda al panico, un'onda nera lo aveva travolto...ma era carnevale ed anche lui era adeguatamente mascherato, nessuno lo avrebbe potuto riconoscere, ma lui sapeva...


Forse doveva decidersi, consegnarsi alla polizia, confessare, in fondo, era stato solo un tragico incidente.


Ore sette di mattina, puntualmente sia lui, che i suoi genitori stavano facendo colazione, lo squillo del telefono, li interrompe e li fa trasalire... chi può essere a quell'ora? La mamma si alza per prima e risponde...torna, bianca come un lenzuolo porge il telefono a Gianni....è la voce di Chiara la sua ragazza, la sua amata Chiara, che piangendo lo informa che suo fratello Marco, è stato ucciso da uno sconosciuto in maschera, in una rissa in via.............................

sabato 17 aprile 2010

Emulazioni criminali



Essere originali, è il desiderio di molti, anche se in realtà solo pochi lo sono.
L'emulazione, ossia l'imitazione è una prerogativa di tanti, in ogni campo... (già), anche in quello criminale.


Vi ricordate i vecchi telefilm della serie legata al tenente Colombo?, uno in particolare, dove l'assassino, per uccidere il suo rivale, utilizzava i suoi due cani, servendosi di suoni e parole subliminali, ( semplici ed innocue parole trasformate in "uccidi" ).
Ovviamente come sempre, il tenente Colombo, riusciva a scoprire l'inganno ed a arrestare il vero assassino, ma credete che nella vita reale, qualcuno, riuscirebbe a scoprire la verità?


Ho molti dubbi... pensate a quante volte, dei cani hanno aggredito persone, anche di famiglia, senza nessun motivo?.. escludiamo quelli che coinvolgono bambini, anzi escludiamo la maggior parte dei casi... ma siamo veramente sicuri, che tutte le aggressioni siano davvero opera dei poveri cani? E se non fosse così, chi potrebbe scoprire la verità? Investigatori come il tenente Colombo nella vita reale ce ne sono ben pochi...purtroppo.


Dimostrazione? tutti i crimini ancora irrisolti...da anni.

mercoledì 24 marzo 2010

Le vite sospese delle famiglie degli scomparsi.



Dopo l'ultimo ritrovamento della ragazza scomparsa tanti anni fa, tralasciando il fatto e la cronaca di cui sarete senz' altro a conoscenza, le mie riflessioni si sono rivolte ai familiari delle vittime ed ai carnefici.

Quale terribile vita... una vita in sospensione, nell'attesa perenne di una verità, che non sempre emergerà, un'attesa angosciosa, disumana, una costante ricerca dell'amato congiunto, che sembra inghiottito dal nulla.

Quante persone nel mondo, vivono in questa condizione? Tante..troppe.

Spesso tali scomparse nascondono finali come questo, altro che fughe.

I loro carnefici, mistificando una scomparsa, in realtà non uccidono solo la vittima, ma anche tutti coloro che amavano la persona sparita, obbligandoli a vivere una vita di esseri sospesi.

Per salvare se stessi, per evitare l'ergastolo, sacrificano più volte altre persone, magari continuando a vivere la loro vita, come se nulla fosse accaduto.

Possibile che non vi sia in essi, un briciolo di umana pietà? Basterebbe un biglietto anonimo, spedito da una città lontana dalla loro residenza, scritto magari con lettere di giornale ed i guanti, una richiesta di perdono ed il luogo dell'occultamento.., certo il dolore immediato sarebbe straziante, ma riuscirebbero a bloccare l'angoscia dell'attesa, la perfida speranza di un ritorno impossibile, e la sospensione.. oltre la rovina economica della famiglia... perchè quasi sempre i genitori o i fratelli assumono investigatori, avvocati, e questi professionisti, costano cifre esorbitanti, che moltiplicate per gli anni di ricerca, possono davvero portare alla rovina.

A volte, solo gli appelli disperati lanciati pubblicamente da mamme distrutte, sortiscono degli effetti,... ma meraviglia delle meraviglie,... solo nei delitti di mafia..., E' possibile? che I mafiosi siano più pietosi di persone qualsiasi?

Il mondo lo so, porta in sè, il bianco ed il nero, il buono ed il cattivo, la dualità è l'essenza della vita terrestre..., ma nonostante io non sia qui da poco, ancora riesco a meravigliarmi della diversità tra gli esseri umani, tra l'altro ho sempre pensato che questa diversità sia anche una grande ricchezza dell'umanità, ed il reale progresso dipende da questo importante fattore, purtroppo certi eventi, mi fanno dubitare che certe persone siano appartenenti all'umanità, mi fanno pensare invece, che siano state partorite dall'inferno più profondo, e che purtroppo non siano coscienti di tale terribile verità, ma se ciò fosse vero, lì ritorneranno prima o poi, a meno che non estirpino con forza, il legame perverso che li lega alla loro passata e futura destinazione.

Questa vita offre loro una scelta,... compiendo almeno un atto di pietà, .. che potrebbe strapparli, dall'inferno terribile che li aspetta.

venerdì 19 febbraio 2010

Giustizia nera



Che giornata splendida pensò Giorgio, mentre stava preparando le ultime cose, destinazione mare, un fine settimana da sogno, presso la sua bella villa, da solo ovviamente, senza quella rompiscatole della moglie.


Giorgio per essere precisi svolgeva un lavoro abbastanza stressante, faceva il giudice, ma a dirla tutta senza una grande passione ed amore per la giustizia, già, infatti anche nell'ultimo ricorso fu comprato da una multinazionale, e la sua sentenza fu, (con la complicità dei due avvocati), a completo favore di un gruppo di farabutti, responsabili della morte di alcuni operai. Le famiglie stravolte dal dolore per la perdita dei loro cari, non solo non ebbero nessuna giustizia, ma saranno costrette a pagare anche tutte le spese processuali.
Tutto ciò grazie a questo giudice Giorgio P.


Dopo questa doverosa precisazione possiamo continuare.


Giorgio arrivò, alla sua villa, dove una cameriera filippina, l'accolse gentilmente, mangiò e fece il suo riposino. Si svegliò e decise di andare a pescare.
Al molo, c'erano altri pescatori, uno di essi in particolare, un uomo con i capelli bianchi, ed il viso divorato dalle rughe, lo seguì con lo sguardo, poi si avvicinò e gli domandò a bruciapelo : scusi ma lei sarebbe il giudice che ha fatto assolvere quei farabutti della Multinazionale?...
Giorgio avvampò :" ehi! lei! stia attento a come parla..."


Stia attento lei piuttosto, continuò l'uomo: "forza mi segua", mentre puntava un revolver alla schiena, Giorgio in preda alla paura, obbedì senza fiatare. Dopo essere salito al posto di guida di un'auto azzurra, replicò:" ma si rende conto di cosa sta facendo? Mi lasci andare e dimenticherò tutto". La secca risposta del vecchio fu : "continui a guidare e stia zitto", e gli dette le indicazioni sul percorso da seguire. 


 L'uomo dai capelli bianchi, chiese : "quanto l'hanno pagata questa volta?"
Ma cosa sta dicendo replica Giorgio, nessuno mai mi ha pagato.
"Ah! no?, lei è solo un giudice nero, un essere sporco e privo di giustizia, non ha nemmeno una parvenza di rimorso per quello che ha fatto, lei è riuscito ad uccidere i nostri figli per la seconda volta, non mi dica che non sapeva di chi fossero le responsabilità di quelle morti. Ora basta e guidi."


Arrivarono in piena campagna, davanti ad un casolare, un gruppo di persone stanno aspettando. Padri, madri, fratelli, amici, tutti lì ad attenderlo.
Dentro il casolare, trovò pure i responsabili del misfatto, "gli assolti", e "gli avvocati, entrambi corrotti" ben legati e seduti davanti ad un tavolo, sullo stesso tavolo un martelletto.


"Bene Giudice", disse l'uomo dai capelli bianchi," adesso presieda questo nuovo giudizio, siamo tutti curiosi di sapere cosa deciderà".


"Ma state scherzando? cosa vi siete messi in testa di farvi giustizia da soli? basta con questa pagliacciata."


"Bene, allora saremo noi che vi condanneremo a morte all'istante,  cosa decide signor giudice dei miei stivali?"
"D'accordo, d'accordo farò come volete, ma dopo ci lascerete liberi?" ..Vedremo rispondono tutti in coro.


Il processo si riaprì e tutto venne ridiscusso nuovamente, stavolta in modo veritiero,  i responsabili furono dichiarati colpevoli senza ombra di dubbio, 
Pagheremo.. pagheremo tutto, dissero i prigionieri, andremo in prigione, confesseremo, ma non fateci del male.
State tranquilli non vi faremo alcun male... è pronto il furgone ? chiese l'uomo dai capelli bianchi. Con una puntura li addormentarono e li trasportarono, in un campo di volo privato.


Sia il giudice, che gli avvocati, nonchè i corruttori, si risvegliarono su un'sola,  non lo sanno ancora che è sperduta e disabitata, quasi mai nessuna imbarcazione, approderà mai lì.


Solo sabbia acqua e nuvole.. è notte, il buio più completo li sovrasta, vicino a loro un biglietto, che leggeranno solo all'alba: "dal momento che avete servito solo la giustizia nera, soprattutto lei, giudice nero, abbiamo deciso di condurvi in un luogo dove non potrete più far male a nessuno, rimarrete su quest'isola, fino a che la vostra fortuna non deciderà diversamente, essa è disabitata, ma esistono corsi d'acqua dolce e qualcosa da mangiare, se siete abili, lo troverete senz'altro.
"Nessuno di noi, ha voluto sporcarsi le mani con voi, anche se era giusto farvi sparire, siete  la più lurida spazzatura, che esista al mondo, auguriamo a tutti voi, un buon soggiorno all'inferno.

giovedì 8 ottobre 2009

Mistero delle scomparse inspiegabili



Stasera desidero affrontare un argomento scottante, molto delicato e difficile, il mistero di alcune scomparse, persone che scompaiono nel nulla senza lasciare alcuna traccia dietro di loro, persone di cui restano solo ombre, sempre più vaghe.

Sicuramente alcuni di voi seguiranno la trasmissione televisiva su rai tre "Chi l'ha Visto", è una trasmissione che è veramente di grande utilità per la ricerca di persone che all'improvviso scompaiono, volutamente,a volte anche per suicidio, o per una malattia psichica, o per cause esterne, dovute ad incidenti o omicidi.

I congiunti disperati, possono contare sull'appoggio di persone veramente umane e anche molto preparate, e sulle segnalazioni del pubblico che segue "Chi l'ha visto".

Non è della trasmissione che però vorrei parlarvi, ma delle scomparse stesse, per poter in qualche modo comprendere un fenomeno non più raro, e molto allarmante.

Iniziamo a fare delle considerazioni, per quanto alcune di esse, siano volontarie, e quindi secondo me inviolabili, quelle di cui mi interessa discutere con voi sono sicuramente gli omicidi ben mascherati da scomparse, che quasi mai vengono portati alla luce, mi domando quindi: ma è così semplice uccidere una persona e poi farla sparire, possibile che la nostra polizia non riesca con i mezzi che oggi sono a sua disposizione ad arrivare ad una verità definitiva? a volte solo dopo molti anni, per caso, certi misteri si risolvono, non saranno eventi sottovalutati?

Ma al di là di omicidi legati alla mafia, o compiuti dal marito o dal fidanzato astioso o geloso, siamo sicuri che molte scomparse non siano opera di criminalità internazionale ed organizzata su un orrendo commercio di organi? se la persona è normale, non ricca, senza nemici, senza ragioni per sparire, quale altra ragione avrebbe qualcuno di ucciderla?

Vi sembra che io stia esagerando? eppure è una forma di commercio molto redditizia, per coloro che la praticano, e le scomparse sono davvero tante, ma la cosa stranissima, che nessuno pensa mai a questo orrendo crimine, è proprio su questo silenzio assoluto, sul fatto che una cosa del genere sia impensabile, che il crimine può attecchire, nessuno li disturba, eppure sappiamo che in altri paesi, tutto ciò esiste ed è ben noto.

Credo che questa macabra possibilità debba essere ben valutata, per quei casi assolutamente inspiegabili e misteriosi di scomparse, che non hanno alcuna ragione di essere, è pur vero che siamo ormai convinti che il vicino di casa potrebbe essere il mostro sconosciuto, ormai la televisione, ci ha riempito la testa con tutti i serial killer dei film, e questo agevola notevolmente chi mostro lo è davvero e per giunta, rimarrà impunito per sempre.