giovedì 2 giugno 2011

Il fantasma ed il temporale


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Che spaventoso vento, le nuvole nere e minacciose sembravano voler cadere, un forte temporale d'estate era in  arrivo, ed ecco le prime gocce di pioggia, sul vetro dell'auto," disdetta, speriamo di arrivare prima che si scateni l'inferno", pensò Francesca,  che sin da piccolina temeva sia i fulmini  che i tuoni.


Mentre continuava a guidare l'auto, era già spaventata al pensiero che proprio quella sera, sarebbe stata sola, infatti suo marito era partito per un lavoro urgente all'estero ed era ancora sull' aereo e ci sarebbe rimasto a lungo visto che la sua meta era l'Australia.


Dopo molte salite e parecchie curve, l'inferno si scatenò e Francesca fece appena in tempo ad entrare nella sua casa solitaria  appena sotto l' Abetone.


Meno male, il suo amato gattone nero  "Napoleone"  era sull'entrata e stava aspettandola, lui stranamente non temeva i temporali, e miagolava guardandola con quei suoi occhioni verde smeraldo.


Oh!! Napoleone hai fame? e lui scodinzolando, si strusciò alle sue gambe per darle il benvenuto.


Francesca prima pensò al suo adorato micione, e poi si preparò una frugale cenetta, sparecchiò e poi si distese sul divano davanti alla televisione, il temporale era ormai fortissimo ed i lampi ed i boati non si contavano più, e Francesca era agitata e per niente tranquilla, anche se Napoleone cercava con le sue fusa di tranquillizzarla, l'illuminazione andava e veniva e questo non faceva che peggiorare la sua condizione, meno male che aveva in casa qualche candela, almeno non sarebbe rimasta al buio.

In effetti la posizione della casa era in netto isolamento e se avesse avuto bisogno di qualcuno, sarebbe stato un vero problema per lei, il cellulare funzionava,  ma il telefono quando andava via la corrente, no.


Già " la casa", era poco tempo che l'avevano acquistata, il marito non aveva resistito davanti al prezzo molto conveniente, come dirgli di no, in fondo i soldi spesi erano suoi, ma a  lei quella casa solitaria, non le era mai piaciuta, si sentiva a disagio ecco.


L'unica cosa da fare era andare a letto, si lavò i denti e indossò una leggera camicia da notte, e si infilò sotto il lenzuolo, mentre Napoleone se ne stava tranquillo vicino a lei.


Lo scroscio della pioggia ed i tuoni, però la agitavano così tanto che non riuscì ad addormentarsi,  e decise di alzarsi, si fece una camomilla e si risistemò sul divano a guardare la televisione,  scartando il film dell'orrore in cui una ragazza sola in casa, veniva aggredita da un lupo mannaro.


Era talmente stanca, e spossata,  da non riuscire a tenere gli occhi aperti, ma il sonno era talmente leggero, che appena sentiva un  piccolo rumore si risvegliava di soprassalto..., ormai era mezzanotte,  e decise di riprovare a tornare a letto.


Ecco che il campanello di casa suonò .... Francesca impaurita si chiese chi potesse essere a quell'ora, santo cielo non avrebbe aperto neppure al papa, ma la curiosità di capire chi diavolo fosse, la portò suo malgrado davanti alla porta a guardare nell'occhio magico....santo cielo era una ragazzina tutta inzuppata ....che stava lì davanti con aria disperata...., piano piano aprì la porta ma solo dopo aver inserito la catena di sicurezza....Le chiese gentilmente cosa le fosse accaduto e la ragazzina, una biondina con i capelli tutti bagnati e due immensi occhi azzurri, la pregò di farla entrare, perchè , il suo motorino l'aveva lasciata a piedi, e non sapeva come fare, non funzionava neppure il cellulare, Francesca la lasciò entrare, e lei la vide in tutto il suo splendore, era una bellissima adolescente, ma una cosa le pareva assai strana..., il suo abito era una tunica che sembrava una camicia da notte, e ai piedi non aveva scarpe, cosa diavolo le era successo veramente? Napoleone miagolava insistentemente e sembrava piuttosto nervoso.


Comunque la fece asciugare e poi le chiese se desiderava mangiare qualcosa, la ragazzina si chiamava Cecilia e le rispose che non aveva fame, desiderava solo riposare e chiamare la sua famiglia perchè la venisse a prendere, le dette il telefono,  purtroppo lei chiamava, chiamava insistentemente, ma non riusciva a mettersi in contatto con loro. Era disperata.... e allora Francesca la rincuorò e le consigliò di riposarsi che la mattina dopo l'avrebbe portata lei a casa.


La fece accomodare nella stanza degli ospiti, ma lei non volle rimanere sola, Francesca provava per lei una tenerezza infinita,  decise di restarle accanto, ma tanta era la stanchezza che dopo poco si addormentò.


Si risvegliò alle sei di mattina, proprio  nella stanza degli ospiti, guardò verso il letto dove Cecilia si era distesa la sera prima, ma non la vide, allora si alzò e la cercò nelle altre stanze, in cucina in bagno, subito pensò che forse era una piccola ladra e verificò che non mancasse nulla, no, non mancava nulla, chiamò a voce alta Cecilia.... Cecilia....niente.


Forse non aveva voluto disturbarla ed era andata via a piedi, magari la sua casa non era neppure tanto distante, nonostante ciò Francesca non era affatto serena, si vestì velocemente e decise di cercarla, prese l'auto e iniziò a perlustrare tutte le vie vicine, meno male che non pioveva più, cercava cercava ovunque, ma di Cecilia nessuna traccia, cosa le era accaduto?


Ma guarda un pò cosa mi doveva capitare ed ora dove la trovo? spero tanto che sia tornata a casa..


Si sentiva talmente stanca che decise che quel giorno avrebbe preso ferie, tanto in ufficio era calma piatta,  la sua assenza non sarebbe stata un gran danno.


Chiamò una sua cara amica " Giovanna ", che abitava a qualche chilometro da lei, e le raccontò quello che era accaduto la sera prima, Giovanna le chiese di descriverle la ragazzina, e lei lo fece, "santo cielo",  esclamò l'amica, sembrerebbe la descrizione sputata di Cecilia, e Francesca replicò, infatti, è questo il suo nome..., Giovanna rimase in silenzio e le disse che però non era possibile, Cecilia era sparita un anno prima, e non si era fatta più sentire con nessuno, lei allora  viveva nella casa proprio dove stai tu adesso, con la mamma ed il patrigno, ma dunque era viva? e dove si era rifugiata in questo anno? e chi aveva chiamato al telefono?
Giovanna le disse che l'unico modo per avere la certezza che quella ragazza era Cecilia, era andare dai carabinieri, dove era stata fatta una denuncia di scomparsa con foto e descrizione., aspettami che ti vengo a prendere.


Francesca non aveva dubbi quella ragazzina della foto,  era proprio Cecilia, era entrata nella casa e nemmeno le aveva detto che quella un tempo era la sua casa, ma perchè tutto questo? Il carabiniere l'ascoltò con attenzione e le chiese se la ragazza avesse lasciato qualcosa ? No, rispose F. nulla. Comunque i carabinieri telefonarono ai genitori, raccontando quello che era accaduto e li rassicurarono che avrebbero nuovamente allertato le ricerche.


Finalmente Riccardo suo marito, era arrivato in Australia e la chiamò, sentire la sua voce, la fece stare meglio, anche se non gli raccontò nulla di ciò che era accaduto.


Passarono mesi, ed ormai era tornato l'inverno, di Cecilia non si era più saputo nulla e Francesca non l'aveva mai più vista, aveva anche raccontato tutto a suo marito. Proprio una domenica Riccardo, che nel tempo libero si dilettava a fare il muratore,  iniziò a fare dei lavori in cantina, voleva  risistemare quel  pavimento così orrendo, era la prima operazione di ristrutturazione e picconandolo si rese conto che vi era una depressione strana e umida, tanto che decise  di  scavare pensando che vi fosse qualche perdita, quello che trovò fu un duro colpo per lui e per Francesca.


Cecilia povera piccola era stata sotterrata proprio nella cantina, e trovare il suo assassino fu anche troppo banale,  il patrigno confessò ai carabinieri, senza troppe remore, che  le sue sporche attenzioni a quella creatura in fiore e  bellissima,  erano stata la causa di quel delitto, il terrore di essere denunciato per violenza carnale,  lui un serio funzionario statale, gli aveva fatto perdere la testa.


Francesca dal canto suo, era certa che quella ragazzina tutta inzuppata fosse proprio lei, che in qualche modo le chiedeva aiuto......


Ma prove  reali ed oggettive non ve ne furono, solo la testimonianza di Francesca  che seppe in seguito che Cecilia era stata seppellita con quella stessa tunica di quella sera  ed a piedi nudi.


Per lei quella fu una vera prova ma solo per lei. La ragazzina di quella sera era un fantasma, che sembrava una persona in carne ed ossa come qualsiasi vivente.


Francesca è attualmente una ricercatrice di fenomeni paranormali, le sue qualità di sensitiva si sono molto affinate e questo contatto con il soprannaturale, fu solo il suo primo incontro....



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