lunedì 7 novembre 2011

L'ultimo sporco lavoro


"Ehi, Ehi, cosa cavolo stai facendo - quell'auto è mia? "  Urlò con tutto il fiato che aveva in gola Gianni,  mentre un ladruncolo stava cercando di portargli via la sua jaguar nera, nuova di zecca.


Quello, davanti ad un colosso come Gianni, scappò con la coda tra le gambe.


Gianni pensò: "sai che risate si sarebbero fatti tutti, se quell'idiota  avesse rubato proprio la mia auto."

Già, giusto, voi non conoscete Gianni, beh! lui  è un malavitoso, molto particolare, altissimo ben piantato, biondo, davvero niente male, e poi è un vero genio del computer, pagato a peso d'oro da truffatori ben organizzati.


Nelle grandi truffe telematiche, lui è un vero talento, e la sua consulenza è il biglietto da visita per il successo finale.


Purtroppo ha due punti deboli: le auto e le donne, le cambia troppo spesso, alcune delle sue ex, lo vorrebbero vedere morto, per come le ha trattate.


Gianni, sgommò con la sua auto, aveva un appuntamento con un grosso dirigente a Roma, proprio in centro, lui amava molto la puntualità.


Fu accolto con tutti gli onori, e dopo aver discusso con altri due uomini di affari, su un progetto truffaldino, pattuirono il suo compenso: circa un milione di euro in contanti, anticipo duecentomila euro, già pronti, in una piccola valigetta, si fece dare tutte le chiavi, i codici ed il programma di trasferimento e se ne andò, per studiare meglio il suo intervento.


"Beh! pensò Gianni, stavolta è davvero un compenso con i fiocchi, anche se i delinquenti che si mascherano da gente perbene, sono i più pericolosi, devo stare all'erta, non vorrei avere brutte sorprese".


Giunse finalmente alla sua villetta, fuori Roma, dove viveva da solo, depositò i suoi soldi in una cassaforte nascosta nel muro in cantina, un nascondiglio perfetto, ed impensabile, poi chiamò al cellulare la sua bella di turno: "Lori, che ne dici stasera di andare a cena fuori, in quel ristorantino in riva al mare?" Perfetto, avrebbero trascorso una bella seratina, soli, soletti.


Lori, quella sera era davvero uno schianto, pantaloni di velluto nero aderenti, sulle sue lunghe gambe, con una camicetta bianca lucida, lievemente scollata, che faceva solo intravedere i bellissimi seni, lunghi capelli biondi sciolti, e due occhi verdi da gatta innamorata, le labbra sensuali, e una risata argentina.
La ragazza felice salì sulla Jaguar e Gianni dopo averle dato un lungo bacio, piccola premessa della serata, sgommò.


Quando entrarono nel ristorante, in riva al mare, tutti gli uomini si girarono a guardare la sua bellissima compagna, lui provò un brivido di soddisfazione, amava mettere in mostra le cose belle, beh! Lori per lui, era come la sua Jaguar, qualcosa da esibire.


Dopo aver mangiato, la portò nella sua villetta e fecero l'amore quasi tutta la notte. La riaccompagnò a casa all'alba, con la promessa di chiamarla al più presto.


Ma che dire, dopo un mese, Gianni si stufava delle sue prede e spesso le mollava senza una vera ragione, Lori aveva varcato il mese e mezzo e per lui era già troppo.




Nella stessa mattina, al computer, si concentrò sul suo lavoro, sapeva che varcare certi limiti, sarebbe stato difficile, ma le sfide gli piacevano molto, e non si era mai arreso.


Malavitoso, sicuramente, ma quando entrò in alcuni codici segreti, si rese conto, che quegli uomini d'affari, non gli avevano detto tutto,...una violazione del genere, se scoperta, gli sarebbe costata il carcere a vita.., doveva prendere le sue precauzioni, intanto non avrebbe potuto lavorare dal suo computer, nonostante tutte le sue misure di sicurezza, era comunque troppo pericoloso, non era stupido, sapeva che esistevano altri geniacci come lui, che avrebbero potuto comunque rintracciarlo.


Non si era mai travestito, ma stavolta, per accedere ad un computer pubblico, avrebbe dovuto farlo, per non essere riconosciuto, quindi andò in un supermercato e comprò una tintura scura, e un'altra per ritornare al suo colore naturale, poi si recò da un ottico ed acquistò delle lenti sempre scure, ed anche due occhiali, con una montatura pesantissima. Sarebbe stato sufficiente? 


La mattina dopo era davvero irriconoscibile, con i capelli e gli occhi scuri, i bruttissimi occhiali, vestito appena decentemente e senza la sua jaguar ovviamente, non ricordava più da quanto tempo non utilizzava i mezzi pubblici, ma sfidava chiunque a riconoscerlo.


Entrò in una sala di computer, e ne affittò uno per tutta la mattinata, aveva naturalmente con sè tutti i suoi software, che lo avrebbero aiutato nella sua impresa.
A fine mattinata aveva già compiuto la sua bella violazione, effettuato il trasferimento di una astronomica somma di denaro, in un conto svizzero, e soddisfatto, se ne andò a casa sempre con i mezzi pubblici, poi con un cellulare che gli avevano dato precedentemente chiamò il suo interlocutore, e lo avvertì che era tutto a posto, attendeva quindi il saldo del suo compenso.
L'altro lo invitò nel solito edificio dell'altra volta, la mattina dopo.


Si guardò allo specchio, nonostante si fosse di nuovo tinto i capelli di biondo, quello non era il suo naturale colore, e si vedeva che era finto, e ciò lo innervosiva, ma non aveva avuto scelta.


Il giorno dopo tornò da quei signori dabbene, lo attendevano molto soddisfatti, con un'altra valigetta, che aprirono, conteneva ben ottocentomila euro, gli dissero che se li era meritati tutti fino all'ultimo centesimo, Gianni, nonostante i sorrisi, ed i complimenti, non si sentiva affatto tranquillo, pensò: "certo sono loro complice, e quindi potrebbero stare tranquilli, ma se qualcosa dovesse andare storto? lui era il ponte, l'unico che poteva risalire fino a loro..."


Sorridendo noncurante, trasferì i soldi dalla loro valigetta ad un borsone che aveva portato con sè, i loro sorrisi si spensero immediatamente, e Gianni capì..., capì che la trappola era stata tesa, forse nella loro ottusità, non avevano preventivato una sua contromossa, forse l'avevano sottovalutato, e Gianni tossendo aggiunse: " Lor signori capirete, che mi sono dovuto tutelare, la faccenda era troppo delicata, quindi ho portato alcune copie dei codici, e scritto i vostri nomi e cognomi, il tutto chiuso in una busta, da un notaio di mia completa fiducia, se mi dovesse capitare un incidente, anche per caso, lui dovrà immediatamente consegnare tutto alla polizia, non trascurando i carabinieri, la finanza e quant'altro"
Vi saluto e grazie è stato un vero piacere lavorare per voi, è la prima volta che lavoro sporco per gente onesta aaahhhhhh!!!




Quando salì sulla sua auto, si disse a voce alta: "speriamo che se la siano bevuta"


Girò la chiave e .......Boooommmmm.





2 commenti:

  1. Simpatico, da espandere magari però il nucleo c'è.

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  2. Mah!, è stato un diversivo, appunto qualcosa di simpatico, mica per il protagonista, poveraccio, visto che l'ho fatto morire.
    Chissà prima o poi ritenterò.
    Grazie Nick.
    Ciao Angie.

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