domenica 15 gennaio 2012

L'incubo


Il viaggio in auto dalla Svizzera, era stato estenuante, nonostante Roberto e Carlo si fossero avvicendati alla guida, quel tratto di strada era troppo stretto, troppo buio, troppo solitario, insomma troppo.


Ma ancora qualcosa di troppo accadde, alle 22,30, l'auto si fermò di colpo e non ne volle sapere di ripartire, il cellulare di entrambi era almeno per il momento, fuori campo.


Roberto e Carlo si guardarono stanchi, e scoppiarono in una sonora risata, Carlo replicò : "meno male che ti ho convinto a venire con me, altrimenti ora sarei qui solo solo" dal canto suo Roberto molto scocciato :"In effetti non avevo per nulla voglia di fare sto' viaggio, bella roba."


Piuttosto e lo dissero entrambi " Mo' che facciamo?"
Dormire in auto, era impossibile, quella notte poi la temperatura era sotto lo zero, decisero di perlustrare la zona e di trovare qualche casa abitata, e qualche anima buona che li potesse aiutare.


Camminarono a lungo la strada e poi si avventurarono all'interno dei campi, non vi era neppure una piccola casupola, auto non ne passavano, accidenti alle scorciatoie, i due ragazzi erano talmente scoraggiati...e chi non lo sarebbe stato al posto loro.


Rientrarono in auto, almeno sarebbero stati più riparati che all'esterno....ma anche lì battevano i denti....


Erano passate quasi due ore ed erano letteralmente congelati, ma ben svegli, videro due fari in lontananza...uscirono dall'auto e iniziarono a fare segnali...la vettura lunga e scura, si fermò, a debita distanza e un uomo chiese in un pessimo italiano cosa fosse loro accaduto, Carlo spiegò che erano rimasti a piedi ed il cellulare lì non funzionava.....e se poteva dar loro un passaggio fino al paese più vicino...


L'uomo li squadrò e poi disse loro di salire....egli non era molto loquace, i ragazzi erano molto imbarazzati, anche se contenti di essere al caldo in quell'auto molto spaziosa.


Dopo una ventina di chilometri, l'uomo disse loro: "Quella che vedete è la mia villa, se volete approfittare della mia ospitalità, per questa notte, siete i benvenuti"  Carlo e Roberto, accettarono con piacere, e lo ringraziarono della sua gentilezza...


La villa in realtà, sembrava un castello antico, un vero e proprio museo, con armature, quadri antichi, custodito da un anziano maggiordomo, al quale quel signore alto e atletico chiese di far accomodare quei due giovani viandanti...li chiamò proprio viandanti.


Furono accompagnati in una camera antica e  bellissima, lì, vi era un camino, dove il fuoco scoppiettava allegramente....
I due ragazzi, contenti ma stanchissimi si gettarono di peso sul letto, Carlo esclamo:" Visto che bella avventura che stiamo vivendo?, non mi dire che ora non sei felice di essere partito con me" Roberto, che tra i due era quello che vedeva il bicchiere mezzo vuoto, rispose: "Quando saremo arrivati a destinazione ti farò sapere, questo posto non mi piace per niente, e il nostro salvatore ancora meno".


Finalmente riuscirono ad addormentarsi....
Si risvegliarono credendo di vivere un vero e proprio incubo, erano nudi, legati e distesi su due tavoli di legno, mentre una strana litania rimbombava tra le pareti di una strana caverna...gente vestita di nero con una maschera orrenda, era intorno a loro, e accanto un uomo alto anch'esso mascherato, che aveva un calice in una mano e un coltello nell'altra. 
In pessimo italiano disse loro: "state tranquilli, continuate a dormire, preleverò solo un poco del vostro sangue e non vi sarà fatto alcun male"


La mattina si risvegliarono in quello stesso letto, integri, sconvolti si raccontarono lo stesso sogno, cercarono sul loro corpo ferite, qualcosa che potesse dimostrare che l'incubo era stato una realtà, ma non ne trovarono....


Poi, furono accolti dal maggiordomo che li condusse in una sala da pranzo, dove vi era un  tavolo imbandito con ogni ben di Dio. Giunse anche il padrone di casa, che chiese loro se avessero riposato bene, i giovani raccontarono che purtroppo entrambi avevano avuto un brutto incubo, e per giunta lo stesso e aggiunsero tutti i particolari, l'uomo sorridendo disse:"In fondo vivendo una stessa avventura, è facile sognare lo stesso incubo, a proposito ho provveduto a chiamare un meccanico, tra circa un'ora la vostra auto, sarà pronta, la porteranno direttamente qua alla villa, ora vi devo proprio salutare, ho degli impegni urgenti di lavoro e dovrò essere al massimo tra un'ora su un aereo, piacere di avervi conosciuti e fate buon viaggio"


E così fu...
Anche se nella loro mente quell'incubo rimase vivido e reale, è doveroso aggiungere, che nonostante tutte le loro successive ricerche, non riuscirono mai più a ritrovare quella splendida villa, immersa in un parco incantevole....
Nè seppero mai chi fosse quell'uomo, che in fondo non si era mai presentato,
l'unica certezza fu che erano riusciti a ritornare a casa sani e salvi, questo poteva anche bastare? o no?

2 commenti:

  1. cavoli!!bellissimo racconto Angie!

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  2. Espresso espresso, originale, grazie LadyGost,
    Un bacione
    Angie

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